Intervista con Patrik Wägeli
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A scadenze regolari pubblichiamo delle interviste a personaggi interessanti. Oggi è il turno di Patrik Wägeli, l’agricoltore più veloce della Svizzera.

Patrik Wägeli ha iniziato la carriera sportiva come orientista, riuscendo ad arrivare nella squadra nazionale juniores. In seguito è passato alla corsa su strada battendo, nella sua sesta maratona, ovvero quella di Francoforte di fine ottobre, il tempo dei campionati europei di 02:17:02. 

Hai battuto il tuo miglior tempo di sei minuti e il record dei campionati europei di due minuti e mezzo. Puoi dirci come hai fatto? 

Negli ultimi 2 anni mi sono concentrato di più sullo sport e quest’anno ho subordinato tutto all’obiettivo dei campionati europei 2018. Sin dal 2014 ho aumentato i tempi di allenamento di circa il 50%, adeguando il lavoro e il mio ambiente allo sport. Ho capito che dovevo diventare più veloce. 

Mi sentivo in buona forma e sapevo che a Francoforte potevo correre un tempo di 2h18min se c’erano le giuste condizioni. Tuttavia quel giorno c’erano due ostacoli da superare. Erano state infatti previste forti raffiche di vento fino a 80 km/h e c’era solo un gruppo che voleva superare la prima metà in 68 minuti e un altro che voleva percorrere i primi 21 km in 70 minuti. Con un vento così forte ho pensato che non potevo correre da solo. Ho deciso quindi di unirmi al gruppo più veloce. Mi sono sentito in gran forma sin dall’inizio. Solo dopo 20 km ho guardato per la seconda volta l’orologio, fidandomi del ritmo del gruppo. A partire dal punto di arrivo della mezza maratona ho cominciato a correre in base al mio precedente ritmo da mezza maratona. In quel momento ero sicuro che avrei raggiunto un tempo molto veloce. Il gruppo era composto di 10-15 corridori fino al km 25. Dal km 34 in poi tutti sono rimasti soli. In quel momento ho notato di essere già al limite delle forze, ma ero sicuro di poter ancora superare i restanti 8 km. 

Nel corso degli ultimi anni sei migliorato costantemente. Quali sono secondo te le ragioni principali dei tuoi successi?

Penso che la cosa più importante per avere successo sia concentrarsi su un obiettivo e fare di tutto per raggiungerlo. Mi riferisco in particolare ad allenamenti regolari, un piano di allenamento ben congegnato, perseveranza e un ambiente di vita adeguato allo sport. Il successo bisogna volerlo veramente e avere il coraggio di porsi un grande obiettivo. Se si hanno piccoli obiettivi, si avranno anche piccoli successi e non si diventerà davvero più veloci o migliori. Almeno per me è così.


 

Di lavoro fai l’agricoltore e corri fino a 220 km alla settimana. Com’è la tua quotidianità in termini di sport e lavoro?

Mi alleno per un grande obiettivo e so che posso raggiungerlo solo se rispetto il mio piano di allenamento ed eseguo tutti gli esercizi che mi sono prefissato.

Nell’azienda agricola che gestisco con mio padre lavorano, a seconda della stagione, 2-7 persone a tempo pieno. Ciò equivale a circa 55 ore a persona e settimana lavorativa. Io lavoro in azienda part-time, ma anche, sempre part-time, come agente per una compagnia di assicurazioni. Il mio allenamento è paragonabile, nel mio piano quotidiano, a un lavoro in azienda che deve essere necessariamente svolto. 

Di solito lavoro dalle 06:00 fino alle 18:30 e nella routine quotidiana sono integrati da 1 a 3 allenamenti. Quindi ho un carico di lavoro di circa il 60-70 percento.

Una tipica giornata di lavoro e allenamento: 

06:00: Mungere le mucche e nutrire i cavalli
07:15: Colazione
07:30: Aratura / semina / fertilizzazione o altro lavoro nei campi
10:00: Corsa continua di 17 km e allenamento della forza
12:15: Pranzo 
13:15: Lavoro d’ufficio / appuntamenti con clienti
14:30: Lavoro nei campi
17:15: Allenamento a intervalli / seconda corsa o allenamento alternativo

Le tue radici sono nell’orienteering, che in genere è uno sport che ti accompagna per tutta la vita. Per quale motivo l’hai abbandonato? Qual è per te il fascino della corsa su strada?

Ancora oggi trovo che l’orienteering sia uno sport fantastico. Sono molto contento che questa disciplina abbia plasmato la mia adolescenza. Durante la stagione delle gare, nell’orienteering ci sono almeno una o due corse ogni quindici giorni. Se si vuole far parte dell’élite, inoltre, bisogna allenarsi molto spesso all’estero. Nella maratona, invece, posso eseguire quasi tutti gli allenamenti a casa o nella regione e posso prepararmi specificamente per poche gare all’anno. Da un lato posso continuare così ad occuparmi dell’azienda agricola con mio padre e dall’altro mi piace molto prepararmi miratamente a una specifica gara con sei mesi di tempo. 

Hai un qualche segreto particolare che ci puoi rivelare?

Allenarsi duramente e molto è importante, ma ha senso solo se tra un allenamento e l’altro si inseriscono anche delle pause e si assicura la varietà dell’esercizio.

L’allenamento deve essere commisurato alle energie, affinché il giorno fatidico il corpo, e soprattutto la mente, abbiano la possibilità di dare il massimo. La voglia di non risparmiarsi e soffrire va conservata per la competizione importante.

Foto: ZVG

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