Intervista con Caroline Steffen
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A scadenze regolari pubblichiamo delle interviste a personaggi interessanti. Oggi con Caroline Steffen, vincitrice dell’Ironman Western Australia.

Dopo un’assenza di tre anni dall’Ironman, Caroline Steffen ha vinto l’Ironman Western Australia battendo il precedente record di gara. La performance è stata tanto più notevole in quanto Caroline, quarantenne, è diventata madre per la prima volta un anno fa.
 
Come hai vissuto la “tua” giornata a Busselton? Puoi dirci più o meno la tua impressione della gara e le tue emozioni?

L’IRONMAN Western Australia è stato uno di quei giorni in cui tutto fila liscio. Ho avuto la netta sensazione di avere sotto controllo sia il mio corpo, che la gara, dalla veloce partenza a nuoto fino all’ultimo chilometro di corsa. Il record di gara era il mio obiettivo segreto ed ero convinta che, se avessi seguito il percorso in modo intelligente e non avessi commesso gravi errori, ce l’avrei fatta. In bicicletta ho messo pressione alle mie avversarie un po’ prima del solito per vedere come reagivano e per valutare in che modo correre poi la maratona. 

Il più grande punto interrogativo era la dieta. Poiché sto ancora allattando mio figlio Xander, il mio consumo calorico era significativamente più alto del solito e dovevo gestirlo nel modo migliore in 9 ore di gara. 


 

La tua prestazione in acqua e in bicicletta è stata eccezionale. Quali sono secondo te le tre chiavi principali del successo sportivo? 

Le tre chiavi del successo sono per me: fiducia in se stessi, pazienza e concentrazione durante la gara, e la capacità di non lasciarsi distrarre o inquietare. 

Da un anno non sei “solo” atleta, ma anche mamma. Come è cambiata la tua vita quotidiana? Come fai ad armonizzare sport e famiglia? 

Non è facile, ma ormai mi sono abituata alla nuova routine quotidiana. I periodi di riposo tra un allenamento e l’altro sono un po’ troppo brevi, perché quando non mi alleno, di solito sono al parco giochi con Xander. Amo la varietà e l’equilibrio che la maternità ha portato nella mia vita. In passato, la mia vita era lo sport e tutto il resto doveva aspettare. Ora sono madre e lo sport è diventato una questione secondaria. Il mio compagno Pete lavora da casa, il che è un grande vantaggio. Anche la nonna abita dietro l’angolo e porta volentieri Xander a fare una passeggiata. Io cerco anche di allenarmi quando Xander dorme, ad esempio quando fa un pisolino verso mezzogiorno, così quando si sveglia ho finito il secondo allenamento e possiamo pranzare insieme. 


 

Dopo anni di allenamento ad alto volume con Brett Sutton e Chris McCormack, il tuo corpo aveva bisogno di un rilancio. In quali ambiti ti sei concentrata di più? 

Penso che il rilancio sia stato determinato dalla gravidanza e dal fatto di essermi concessa una pausa di 10 mesi. Anche dopo la nascita di mio figlio me la sono presa comoda.  Il ritorno allo sport è stato possibile solo grazie a Brett Sutton, che ora è di nuovo il mio allenatore. È quello che mi conosce meglio e sa come prepararmi nel modo più efficiente per raggiungere livelli di classe mondiale. 

Hai qualche segreto che ci puoi rivelare?

L’unico consiglio che posso dare è: creati una piccola squadra (allenatore, fisioterapista, nutrizionista... ecc.) e fidati al 100% di loro. In circolazione ci sono troppi consigli, soluzioni e trovate che creano solo confusione. Fidati invece del tuo istinto e credi in te stesso.

Foto: ZVG

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