
A scadenze regolari pubblichiamo delle interviste a personaggi interessanti. Oggi è il turno di Urs Huber.

A scadenze regolari pubblichiamo delle interviste a personaggi interessanti. Oggi con Joris Ryf, vincitore della GurtenClassic.
All’ombra di Schurter, Flückiger e Vogel sta crescendo un nuovo gioiello del ciclismo svizzero: il 21enne Joris Ryf di Bienne sta partecipando infatti alla sua seconda stagione da professionista e quest’anno ha già vinto una gara internazionale, lo Snow Bike Festival di Gstaad.
Hai 21 anni e sei già un professionista della mountain bike. Puoi dirci come sono le tue giornate in termini di allenamento, recupero e altri impegni?
Mi assicuro di seguire un ritmo costante, perché a mio parere è questa la chiave del successo. Quindi di solito mi alzo tra le 7:00 e le 7:30 e faccio colazione. Poi mi occupo di compiti amministrativi come l’invio di e-mail agli sponsor o agli organizzatori o la prenotazione di un hotel per le gare. Intorno alle 9:30 completo il primo dei miei due allenamenti, che di solito è intenso e viene svolto con la bicicletta da competizione, la mountain bike. Dopo l’allenamento cucino il pranzo per me, i miei genitori e mia sorella.
Prima del secondo allenamento, che inizia intorno alle 14:00, e che svolgo con la bicicletta da corsa, mi prendo un po’ di riposo. A volte dormo e a volte leggo un po’. Se non devo eseguire un secondo allenamento, mi prendo cura del mio materiale o vado ad appuntamenti con gli sponsor.
La sera cucino di nuovo per tutta la famiglia e mi prendo il tempo per riposarmi con il blackroll, faccio stretching e altri esercizi rigeneranti. Alle 22:00 vado a letto. Prima però pianifico tutto, in modo da sapere esattamente cosa devo fare il giorno dopo.
Il futuro andamento della tua carriera è legato a risultati di successo. Come gestisci la pressione e il nervosismo? Quali suggerimenti hai per gli atleti dilettanti che lottano contro il nervosismo prima della gara?
Il fatto stesso di poter fare questa vita lo devo ai miei genitori, ai miei sponsor e al team WHEELER Pro. Della pressione sono consapevole, ma è una cosa che semplicemente fa parte di questa professione e si impara a gestirla con il tempo.
La pressione però è anche uno stimolo a fare meglio. Di solito sono nervoso solo all’inizio della stagione, quando non so esattamente quanto sia in forma, ma naturalmente la cosa migliora con ogni gara. E dato che durante la stagione ho una gara quasi ogni fine settimana, si instaura una certa routine e il nervosismo diminuisce sicuramente.
Inoltre è la preparazione a ridurre la pressione e darmi sicurezza. Le numerose sessioni di allenamento, quando vengono concluse con successo, mi permettono di acquisire fiducia nelle mie capacità.
I miei consigli per gli sportivi amatoriali:
Quali sono secondo te i tre punti più importanti per ottenere il successo?
Molti appassionati si sono già iscritti a una gara quest’anno. Quali tre consigli per la preparazione e per la gara daresti agli atleti?
I miei consigli per la preparazione:
I miei suggerimenti per la gara:
Hai un qualche segreto che ci puoi rivelare? Un consiglio di allenamento, alimentazione o rigenerazione?
È l’interazione che conta. Non è importante solo l’allenamento, ma anche l’alimentazione e il riposo. Chi riesce a creare un equilibrio tra questi tre aspetti può contare sul successo.

A scadenze regolari pubblichiamo delle interviste a personaggi interessanti. Oggi è il turno di Urs Huber.

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